KPI di produzione: cosa sono, quali monitorare e a cosa servono
18 febbraio 2026
Metronomo.Net
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I KPI di produzione (Key Performance Indicator) sono indicatori chiave di prestazione che misurano l’efficienza, la qualità e la produttività dei processi produttivi. Sono lo strumento essenziale per trasformare i dati operativi della fabbrica in informazioni sintetiche, utili a prendere le decisioni aziendali.
In questa guida analizziamo i KPI di produzione più importanti, dall’OEE agli indicatori di manutenzione, con formule di calcolo, benchmark di riferimento e indicazioni pratiche per il monitoraggio.
Come vengono definiti i KPI di produzione?
I KPI di produzione sono metriche quantitative, rappresentate da valori numerici, che misurano le prestazioni chiave dei processi produttivi aziendali. Per definire un KPI in modo efficace, è possibile utilizzare alcuni modelli, come ad esempio il framework SMART:
Specific (Specifico)
Measurable (Misurabile)
Achievable (Raggiungibile)
Relevant (Rilevante)
Time-bound (Definito nel tempo)
Ogni KPI deve quindi essere: specifico, misurabile, raggiungibile, realistico e definito nel tempo. Ad esempio un’azienda meccanica che ha l’obiettivo di riduzione degli scarti di produzione potrebbe scegliere come KPI di ridurre la percentuale di scarti nel reparto fresatura CNC dal 4,2% al 2,5% entro il 30 giugno 2026:
Specifico: Ha un dato numerico di riferimento: riduzione dal 4,2% al 2,5% di pezzi non conformi sul totale dei pezzi lavorati nel reparto fresatura CNC
Misurabile: È misurabile tramite software di monitoraggio interni, ad esempio tramite il sistema di controllo qualità a fine linea
Raggiungibile: È ritenuto raggiungibile avendo definito possibili aree di miglioramento: manutenzione preventiva delle macchine, formazione degli operatori e l’introduzione di controlli intermedi durante la lavorazione
Rilevante: Impatta direttamente sul costo di produzione, sulla marginalità commessa e sulla soddisfazione del cliente
Time-bound: Ha una data o un periodo entro il quale va raggiunto (entro il 30 giugno)
Questo framework garantisce che ogni indicatore scelto sia collegato agli obiettivi aziendali e produca informazioni realmente utili.
I principali KPI di produzione
Scegliere gli indicatori giusti dipende dagli obiettivi della propria azienda. Di seguito analizziamo i KPI di produzione più importanti, raggruppati per area tematica, con le rispettive formule di calcolo.
OEE (Overall Equipment Effectiveness)
L’OEE (Efficacia complessiva delle attrezzature) è l’indicatore più utilizzato nel settore manifatturiero. Misura l’efficienza complessiva degli impianti combinando tre fattori in un unico valore percentuale.
Formula: OEE = Disponibilità × Prestazione × Qualità
Le sotto-formule per ogni componente sono:
Disponibilità = Tempo operativo / Tempo programmato
Prestazione = (Pezzi prodotti × Tempo ciclo ideale) / Tempo operativo
Qualità = (Unità prodotte − Unità difettose) / Unità prodotte
Esempio di calcolo: un impianto con disponibilità dell’86,6%, prestazione del 93% e qualità del 91,3% ottiene un OEE del 73,6%. Questo valore indica margini di miglioramento significativi rispetto alla soglia dell’85% considerata World Class.
I benchmark di riferimento per l’OEE sono:
100%: produzione perfetta — solo pezzi buoni, alla massima velocità, senza fermi
85%: eccellenza mondiale (World Class)
60%: valore tipico per molti produttori
40%: performance bassa, con ampio spazio di miglioramento
L’OEE identifica le cosiddette Sei Grandi Perdite (Six Big Losses) che riducono l’efficienza produttiva:
Guasti
Setup e regolazioni
Micro-fermate
Velocità ridotta
Scarti all’avviamento
Scarti di produzione
Per chi vuole misurare l’efficienza su tutta la capacità teorica dell’impianto (24 ore, 365 giorni), esiste il TEEP (Total Effective Equipment Performance):
TEEP = Loading Rate × OEE
Il Loading Rate è il rapporto tra tempo programmato e tempo di calendario. Ad esempio, un turno di lavoro su 5 giorni settimanali su 7 corrisponde a un Loading Rate del 71,4%.
KPI di qualità e scarti
Gli indicatori di qualità misurano la conformità del prodotto e l’incidenza degli scarti, elementi centrali nella riduzione degli sprechi secondo i principi della Lean Production.
Resa qualitativa (Quality Rate): Prodotti conformi / Totale prodotti — indica la percentuale di produzione che supera i controlli qualità
Percentuale di scarto (Difettosità): (Pezzi difettosi / Totale pezzi prodotti) × 100 — misura l’incidenza dei prodotti non conformi sul totale
Resa al primo passaggio (First Pass Yield): percentuale di prodotti che superano tutti i controlli al primo tentativo, senza necessità di rilavorazione
Monitorare questi KPI permette di identificare le cause di non conformità e agire tempestivamente per ridurre sistematicamente gli sprechi (Muda).
KPI di efficienza operativa e tempi
Gli indicatori di efficienza misurano come l’azienda utilizza le proprie risorse produttive. Hanno un impatto diretto sui costi e sulla competitività aziendale.
Tempo di ciclo: tempo necessario per completare un ciclo di produzione completo. Formula: (Tempo ricevimento ordine − Tempo invio ordine) / Numero ordini spediti
Utilizzo della capacità produttiva: (Produzione effettiva / Produzione potenziale massima) × 100 — misura quanto l’impianto viene sfruttato rispetto al suo potenziale
Tasso di produzione: quantità prodotta per unità di tempo — indica la velocità effettiva di output della linea
Puntualità di consegna (On-Time Delivery): Prodotti consegnati puntualmente / Totale prodotti consegnati — misura l’affidabilità verso il cliente
KPI di manutenzione
I KPI di manutenzione sono strettamente collegati all’OEE: la disponibilità degli impianti, uno dei tre fattori dell’OEE, dipende direttamente dall’efficacia della manutenzione.
MTBF (Mean Time Between Failure): Total Uptime / Numero Guasti — misura l’affidabilità dell’impianto. Valori più alti indicano minori interruzioni
MTTR (Mean Time To Repair): Tempo Downtime / Numero Riparazioni — misura la manutenibilità. Valori più bassi indicano riparazioni più rapide
Disponibilità Tecnica (AVA): percentuale di tempo in cui l’asset è operativo e funzionante
I benchmark per la Disponibilità Tecnica indicano un valore superiore all’85% come World Class e circa il 55% come livello accettabile (fonte: indagine AIMAN 2017).
Questi indicatori aiutano a valutare se la strategia di manutenzione preventiva è efficace o se l’azienda è ancora troppo dipendente dalla manutenzione reattiva (a guasto avvenuto).
Benchmark di riferimento: come valutare i risultati dei tuoi KPI
Uno degli aspetti meno trattati nelle guide sui KPI di produzione è la disponibilità di benchmark numerici concreti per valutare i propri risultati. Ecco i principali riferimenti:
OEE: Disponibilità × Prestazione × Qualità — Benchmark World Class: ≥ 85%
Disponibilità Tecnica (AVA): Uptime / Tempo totale — Benchmark World Class: > 85%
MTBF: Uptime / N. guasti — Benchmark World Class: Più alto possibile
MTTR: Downtime / N. riparazioni — Benchmark World Class: Più basso possibile
Difettosità: Scarti / Totale × 100 — Benchmark World Class: Settore-specifico
On-Time Delivery: Consegne puntuali / Totale — Benchmark World Class: > 95%
Attenzione ai benchmark decontestualizzati. L’85% OEE considerato “World Class” può rivelarsi fuorviante se viene raggiunto a costi sproporzionati o nascondendo inefficienze economiche.
Come monitorare i KPI di produzione: strumenti e tecnologie
Il monitoraggio efficace dei KPI richiede strumenti adeguati per la raccolta, l’elaborazione e la visualizzazione dei dati.
Il software MES (Manufacturing Execution System) è lo strumento centrale: raccoglie dati dal piano di produzione, li elabora e li rende disponibili in dashboard intuitive. Spesso lavora in sinergia con:
ERP (Enterprise Resource Planning) per la visione gestionale e finanziaria
CMMS (Computerized Maintenance Management System) per i KPI di manutenzione
La raccolta dei dati può avvenire in due modalità:
Manuale: operatori che registrano tempi, fermi e quantità. È economica ma soggetta a errori e ritardi
Automatica tramite sensori IoT: le macchine inviano dati in tempo reale tramite interconnessione, eliminando l’errore umano e abilitando il monitoraggio continuo
Con le tecnologie Industry 4.0, è possibile visualizzare l’OEE e altri KPI in tempo reale su dashboard accessibili da qualsiasi dispositivo. L’uso di colori e indicatori visivi facilita l’interpretazione immediata dei dati, anche per chi non ha competenze tecniche approfondite.
Un approccio efficace è la classificazione degli asset per criticità: utilizzare un sistema di ranking (ad esempio basato su “stelle”) per focalizzare il monitoraggio dei KPI solo sui macchinari strategici o sui colli di bottiglia. Non serve calcolare i KPI su tutti gli asset indistintamente — meglio concentrare le risorse dove il ritorno è maggiore.
Errori comuni nell’uso dei KPI di produzione
Implementare un sistema di KPI non è solo una questione tecnologica, ma soprattutto culturale. Ecco gli errori più frequenti riscontrati nelle aziende manifatturiere.
Misurare le persone invece dei processi. L’OEE e gli altri KPI devono identificare le perdite nei processi produttivi, non giudicare le prestazioni dei singoli operatori. Se usati come target personali, si crea un incentivo alla manipolazione dei dati.
Scegliere troppi KPI contemporaneamente. Un cruscotto efficace deve limitare il numero di indicatori e definire delle priorità. Misurare tutto solo perché è possibile farlo genera una paralisi da analisi che impedisce decisioni strategiche rapide.
Non contestualizzare i benchmark. Inseguire l’85% OEE come obiettivo assoluto può portare a produrre merce non necessaria, aumentare le scorte o raggiungere un’alta efficacia a costi sproporzionati. I benchmark devono essere adattati al proprio settore e alle proprie condizioni operative.
Usare i KPI solo come strumento consuntivo. Limitarsi a registrare cosa è accaduto senza analizzare i trend e anticipare i problemi riduce drasticamente il valore degli indicatori. I KPI predittivi sono altrettanto importanti di quelli consuntivi.
Sottovalutare la resistenza al cambiamento. Le persone possono percepire i KPI come una “misura del loro rendimento lavorativo” o come burocrazia aggiuntiva che impedisce di svolgere il proprio lavoro. Senza il coinvolgimento (buy-in) di tutto il team e una chiara comunicazione dei benefici, gli indicatori non saranno efficaci.
Domande frequenti sui KPI di produzione
Cosa sono i KPI di produzione?+
I KPI di produzione (Key Performance Indicator) sono indicatori chiave di prestazione che misurano in modo quantitativo l’efficienza, la qualità e la produttività dei processi manifatturieri. Servono a trasformare dati operativi complessi in informazioni sintetiche per supportare le decisioni aziendali.
Qual è il KPI di produzione più importante?+
L’OEE (Overall Equipment Effectiveness) è generalmente considerato il KPI di produzione più importante perché combina in un unico valore tre dimensioni fondamentali: disponibilità, prestazione e qualità degli impianti. La scelta degli indicatori prioritari dipende però dagli obiettivi specifici dell’azienda.
Come si calcola l’OEE?+
L’OEE si calcola moltiplicando tre fattori: OEE = Disponibilità × Prestazione × Qualità. Ad esempio, con disponibilità dell’86,6%, prestazione del 93% e qualità del 91,3%, l’OEE risulta pari al 73,6%. Un valore pari o superiore all’85% è considerato World Class.
Ogni quanto vanno revisionati i KPI?+
I KPI operativi (OEE, tempo di ciclo, scarti) vanno monitorati con frequenza giornaliera o settimanale per intervenire tempestivamente sulle anomalie. I KPI strategici (capacità produttiva, costi di manutenzione) richiedono una revisione mensile o trimestrale. La frequenza va adattata al tipo di indicatore e agli obiettivi aziendali.
Che differenza c’è tra KPI e metriche di produzione?+
I KPI sono metriche legate a obiettivi strategici specifici dell’azienda. Le metriche sono dati generici di misurazione. In sintesi: tutti i KPI sono metriche, ma non tutte le metriche sono KPI. Un dato diventa KPI quando viene associato a un target concreto e a un’azione di miglioramento.
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